The game: la violazione dei diritti umani

Viene chiamato “The game”, ma non è affatto un nuovo gioco divertente e all’avanguardia come appare. “The game” è il nome dato alla rotta migratoria nei Balcani che migliaia di migranti tentano di percorrere per entrare nei territori dell’Unione europea. 


Il ‘
gioco’ consiste proprio in questo, nell’attraversare i confini dei Paesi balcanici allo scopo di entrare in territorio Ue, percorrendo sentieri impervi, evitando fili spinati, barriere, telecamere termiche, polizia, manganelli e forze armate.

Come in una simulazione di gioco, un migrante ci prova decine di volte, correndo rischi elevatissimi, vittima dei più terribili abusi, sequestri di beni personali, fino a quando non riesce ad entrare. 

Nella maggior parte dei casi, i “giocatori in fuga” vengono individuati e spogliati dei propri diritti di esseri umani e rimandati indietro al punto di partenza. In tanti altri perdono la vita. 

Spesso vengono indirizzati nei “campi profughi”, del tutto inadeguati, dove possono restare bloccati per mesi se non per anni. Strutture abbandonate, prive di ogni servizio minimo, in pessime condizioni igienico-sanitarie e senza riscaldamento. 

Queste zone sono molto fragili per quanto riguarda l’assistenza umanitaria; non sono preparate ad affrontare l’accoglienza di un numero così elevato di persone: intere famiglie con bambini dormono all’aperto, senza accesso ai servizi più basilari come acqua potabile, bagni, docce.

In questo modo la vita di migliaia di persone è messa a repentaglio. Tuttavia nonostante in questo travagliato percorso i migranti si vedano negati tutti i loro diritti, non si arrendono e non smettono mai di sperare nella possibilità di un futuro migliore nel nostro paese.


Tutto ciò che ai nostri occhi appare scontato, per loro purtroppo non lo è. Noi nasciamo liberi e i nostri diritti sono tutelati da una legge. Loro invece dei diritti non ne hanno mai sentito parlare, nemmeno dei cosiddetti “diritti umani”, ossia quei diritti che devono essere riconosciuti ad ogni persona per il solo fatto di appartenere al genere umano.

Loro non sono come noi. Loro nascono oppressi dal regime del proprio paese, non possono esprimere sé stessi, vestirsi come più gradiscono, praticare lo sport che desiderano. Essi sono privi di qualunque diritto: dal primo giorno di vita sono esposti al pericolo, poichè  nessuno si preoccupa della loro tutela, ma anzi, a soli 12 anni sono costretti a perdere la vita sui fronti di guerra.


È per loro che dobbiamo batterci e impegnarci; il percorso verso la realizzazione dei diritti umani è ancora molto lungo, ma saranno proprio le azioni del singolo che, a lungo andare, faranno la differenza, e sommate tra loro renderanno in misura concreta i progressi fatti alle generazioni future. 

A questo proposito l’articolo 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti umani ci ricorda una verità fondamentale ma spesso dimenticata e non applicata.

 “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza” 





Commenti

Post popolari in questo blog

L’intelligenza artificiale: tra i pro e i contro

Fast Food: gli aspetti nascosti

Oppenheimer, il padre della bomba atomica